Regista: Janusz Majewski
1979
Alfred Kiekeritz (O. Łukaszewicz), soldato dell'esercito austro-ungarico, a causa della progressiva tubercolosi viene alla fine della Prima guerra mondiale in una piccola cittadina della Galizia. Pur ricoprendo formalmente il ruolo di comandante locale, le sue giornate trascorrono in un fatiscente albergo ebraico, nell’attesa dell’inevitabile fine. Ogni persona incontrata e ogni oggetto acquisiscono per lui un significato simbolico. Circondato da figure grottesche – dal guardiano Moszko (J. Machulski) al guardaboschi Szwanda (G. Lutkiewicz) – Alfred resta un uomo raffinato, esteta e collezionista di opere d’arte. Anche la fattorina innamorata di lui non raggiunge l’ideale della Diana Efesina, la cui miniatura porta con sé. Il film è uno studio intimo sulla morte e sulla caducità: l’osservazione di un mondo che svanisce, della malattia e di un’epoca che passa, in cui ogni attimo diventa al contempo esperienza di bellezza e di fine inevitabile.
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