Regista: Andrzej Kotkowski
1980
Il film racconta di un gruppo di prigionieri di guerra in uno degli stalag nel 1940, che decidono di organizzare una loro, illegale, Olimpiade. Organizzare i giochi nel campo, dove i prigionieri sono costretti a lavorare nelle cave di pietra, diventa per loro un modo per sopravvivere moralmente e spiritualmente nelle brutali condizioni dell’occupazione. Nonostante i severi divieti da parte delle guardie tedesche, i prigionieri mettono in piedi competizioni sportive, creando propri emblemi, gagliardetti commemorativi e "inni". Le gare si svolgono in clandestinità, con la partecipazione di un numero sempre maggiore di atleti e spettatori. Al campo arriva un nuovo sorvegliante severo, Otto Schultz, il cui scopo è aumentare la produttività nelle cave. Presto scopre che uno dei prigionieri, Piotr, è un ex atleta che un tempo aveva gareggiato con lui alle Olimpiadi. Schultz propone a Piotr un trattamento migliore in cambio della sua collaborazione, ma Piotr rifiuta l’offerta e contemporaneamente organizza l’Olimpiade. Le gare si tengono nonostante i divieti e le brutali repressioni, e la competizione finale è il salto a rana, una punizione che i carnefici tedeschi infliggono ai prigionieri. Piotr viene punito con il campo disciplinare per aver organizzato i giochi. Il film affronta il tema della resistenza umana e dello spirito di libertà anche nelle condizioni belliche più estreme, mostrando come i prigionieri, privati di ogni speranza, la ritrovino nell’ideale olimpico.
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