Regista: Wojciech Marczewski
1990
L’esperto funzionario incaricato di “tagliare” i film, Janusz Rabkiewicz, si trova improvvisamente nel bel mezzo di una crisi assurda. Sullo schermo, invece di recitare docilmente le loro parti, i personaggi del film cominciano a ribellarsi – e proprio contro di lui. Il caos crescente è aggravato da un tirocinante impacciato e dall’ex moglie, che appare nel momento meno opportuno, accompagnata da un nuovo compagno. Sotto la pressione degli eventi, il censore si rivolge a una terapia, ma nemmeno lì trova sollievo – l’ambiente inizia improvvisamente a esprimere emozioni… cantando. Alla fine ritorna al cinema per affrontare faccia a faccia gli attori ribelli. Una conversazione sincera, soprattutto con una delle protagoniste, gli apre gli occhi: la loro protesta e le canzoni inaspettate sono un tentativo disperato di riappropriarsi della dignità e del diritto a una propria voce in un mondo che glieli ha negati per anni. Quando arriva l’ordine di distruggere la copia del film, Rabkiewicz per la prima volta prende le parti della libertà – e si schiera contro il suo ruolo finora assunto.
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